francesca's profileLa regina dei dannatiPhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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March 20 poesie....
LA REGINA DELLE TENERBE
Fu così che iniziò tutto:
mi venne promessa una vita nuova e accettai, ma non ne conoscevo le conseguenze. Immortalità, eterna giovinezza ma a che costo? Salvare la mia vita sacrificando quella altrui? La vita umana non è un prezzo troppo alto per un dono così grande? Nutrirsi di sangue, vivere nel buio e nelle ombre... Non era questa la vita che mi avevano promesso, eppure è così che ora vivo! Prima sfuggivo alla Morte, adesso la infliggo. Perciò tremate umani perchè io non son più di questo mondo.. ...non vi appartengo. Voi regnate di giorno e vivete tranquilli, poichè il sole mi spaventa e mi ferisce. Ma ogni sole sorge e poi tramonta... la notte è mia!! Perciò tremate umani perchè anche se io non son più di questo mondo, io Regina delle Tenebre, di notte regno su di voi!!
ETERNA FANCIULLA Angelo solitario, figlia eterna i vampiri nell'età modernaL'Europa dell'est, da sempre terreno fertile per il vampirismo, conta in questo periodo una popolazione interamente analfabeta di cui numerosi abitanti vivono isolati dal resto del mondo, sempre circondati dalla paura e dalla superstizione: la Chiesa Ortodossa è molto più clemente e tollerante rispetto alla presenza della superstizione. All'ovest la Ragione e l'Inquisizione non lasciano alcuna possibilità allo sviluppo di "culti folkloristici" . La differente mentalità si nota soprattutto per quel che riguarda il culto dei morti: la dove gli ortodossi riconoscono nei cadaveri non decomposti un segno malefico, i cattolici individuano un segno di santità. Allo stesso modo i bambini deceduti vengono considerati all'est dei potenziali vampiri, all'ovest degli angioletti. Già da tempo all'est è un fatto assodato che i morti mangiano ed ingannano e molti morti sospetti vengono sepolti con delle pietre in bocca per impedire loro di nutrirsi. Segnaliamo a tal proposito due opere che si occupano dello studio di questi riti funerari: Der Schadel von Dyhernfurth in Altschlesein, di Von Boehlich (1926) e "Scoperte archeologiche di vampiri sul territorio d'occupazione degli Slavi dell'ovest" del Prof. Rudolf Grenz dell'università di Leipzig (1952). In Valacchia, si trema ancora al semplice nome di un capo di stato sanguinario che impalava senza difficoltà i suoi stessi uomini oltre che i nemici turchi, Vlad Tepes (1430-1476) che inspirerà Bram Stoker quattro secoli più tardi. Il XVI secolo Questo secolo vede numerosi scambi culturali fra l'est e l'ovest. I viaggiatori raccontano di creature soprannaturali presenti nelle terre misteriose da loro visitate. Si racconta di epidemie vampiriche e di potenti signori locali nelle terre dell'est che vengono considerati Nosferatu. Nel 1520 sono recensiti 30.000 casi tra licantropia e vampirismo. Una psicosi generale fa ordinare alla chiesa una inchiesta ufficiale su fenomeno che essa considera ancora come una superstizione priva di qualsiasi fondamento. Infatti dopo il decimo secolo la chiesa aveva impedito il diffondersi di narrazioni, documentazioni e rituali che avevano come oggetto culti sanguinari. Nel 1552 una riforma ufficiale riconosce l'esistenza del vampiro e rende noti i mezzi per distruggerlo e prevenirne la proliferazione. A chi domanda alla Chiesa Cattolica di questa riforma essa risponde: i vampiri sono degli scomunicati a cui Dio rifiuta il riposo eterno dell'anima: i simboli della fede sono le armi contro di loro. L'esistenza del vampiro è oramai sostenuta ufficialmente e al posto di ottenere un effetto limitante le sue apparizioni aumentano notevolmente così come la convinzione che l'immortalità è a portata umana, in questa terra, attraverso il sangue. Il caso di Erzsebet Bathory (1560-1614) fa scandalo e nonostante sia evidente che non si tratti di un mostro soprannaturale, essa non fu meno mortale e sanguinaria bevendo il sangue di giovani donne e bagnandosene per ottenere l'eterna giovinezza. Qualche data: l'abbraccio vampiricoSecondo alcuni scrittori, ed anche leggende, il vampiro sceglie con accuratezza il proprio compagno/compagna con il quale dividere la sua eternità. Questa cernita comportava un notevole studio da parte del vampiro dell'indole, carattere, abitudini ed affinità dell'umano scelto come nuovo possibile vampiro. Una volta che questa scelta era stata valutata a fondo il vampiro "abbracciava" l'umano per farlo divenire un vampiro come lui. Anche in questo caso la leggenda fa correttamente i conti con l'ipotesi della non-morte del vampiro, quindi suggerisce un modus operandi ben diverso da quello della riproduzione umana o animale. Il procedimento iniziava con il vampiro che suggeva, quasi per intero, il sangue dell'umano, fino a quasi farlo morire dissanguato. Quindi si recideva una vena e permetteva all'umano di bere il suo sangue. Questo procedimento uccideva l'umano e la potenza del sangue del vampiro gli donava la non-morte. In pratica abbiamo un nuovo vampiro che pare quasi essere, almeno inizialmente, un vero e proprio schiavo del suo "creatore", se non altro per la non-vita di cui gli ha fatto dono. Una "seguace" di questa teoria nei suoi libri è la famosa Anne Rice i cui vampiri effettuano proprio questo tipo di rituale. March 18 il vampiro della mitologia sarda: la sùrbileIn tempi remoti, quando nell’isola la mortalità infantile era assai elevata a causa di febbri malariche e malnutrizione, per dare un senso a morti che altrimenti parevano inspiegabili la fantasia popolare elaborò una figura leggendaria, un’anima maledetta che durante la notte si aggirava per il villaggio in cerca di vittime cui succhiare il sangue. La sùrbile (o coga o stria, a seconda della località) era una donna il cui spirito al calare delle tenebre abbandonava il corpo per tramutarsi in un insetto, generalmente una mosca, e poter così penetrare facilmente all’interno delle case, in cerca di bimbi non ancora battezzati. Si posava sibilando sulla fontanella del neonato e da là attingeva il proprio nutrimento. Poiché pareva preferire bambini cui ancora non fossero spuntati i denti, le madri erano solite porre accanto alla culla una falce dentata : si credeva, infatti, che la sùrbile amasse contare, ma non fosse in grado di andare oltre il numero sette. Si attardava pertanto a contare e ricontare i denti della falce, arrivando fino al sette e ricominciando ogni volta da capo, fino all’alba, quand’era costretta a rientrare nel proprio corpo. ciao a tutti!!ciao se potete fare a meno di mettere immagini lucicanti ve ne sarei grata!!!! :) |
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